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Nanofat e micro-innesti autologhi: la trasformazione del tessuto adiposo da volumizzante a bioregolatore cutaneo

Data di pubblicazione: 22 Settembre 2021 | Revisione scientifica specialistica
Autore: Sandra Mencarelli (Iscrizione ODG)


Nel corso dell’ultimo decennio la concezione del trapianto di grasso autologo ha subìto una radicale metamorfosi tecnica e biologica. Se con il lipofilling strutturale classico secondo la tecnica di Coleman l’obiettivo primario era il ripristino tridimensionale dei compartimenti profondi del viso, l’avvento del Nanofat ha aperto la strada a un trattamento puramente rigenerativo, privo di potere riempitivo ma dotato di una straordinaria capacità riparativa.

Il processo di emulsione meccanica e progressiva filtrazione attraverso micro-maglie calibrate demolisce selettivamente gli adipociti maturi, liberando le componenti connettivali e vascolari microscopiche. Il fluido ottenuto perde la capacità di creare volume, ma conserva intatta la totalità delle cellule staminali adulte derivate dal tessuto adiposo (ADSC), dei precursori endoteliali e dei periciti, immersi in una matrice liquida autologa facilmente iniettabile tramite aghi sottilissimi (fino a 27G o 30G) e micro-cannule intradermiche.

A livello biologico, il micro-innesto intradermico di Nanofat innesca una cascata riparativa profonda:

  • Rimodellamento del microcircolo: la secrezione locale di VEGF stimola la neo-angiogenesi capillare, migliorando l’ossigenazione dei tessuti atrofici o discromici.
  • Riorganizzazione della trama elastica: le citochine bioattive modulano l’attività dei fibroblasti, riducendo l’elastosi solare e promuovendo la deposizione ordinata di collagene di tipo I e III.
  • Modulazione delle discromie perioculari: l’ispessimento biologico del derma e la stimolazione vascolare consentono di trattare efficacemente le occhiaie iperpigmentate e la cute trasparente della palpebra inferiore.

L’applicazione clinica del Nanofat trova indicazione d’elezione non soltanto nel crono-invecchiamento avanzato del viso, del collo e del décolleté, ma anche nel trattamento esito-cicatriziale post-acneico e nelle cicatrici ipertrofiche o post-chirurgiche, dove la fibrosi viene progressivamente rimodellata dall’attività metabolica delle cellule stromali.

L’approccio combinato che associa la correzione strutturale profonda alla biostimolazione superficiale autologa rappresenta oggi uno dei pilastri più solidi della moderna chirurgia e medicina rigenerativa, garantendo risultati stabili nel tempo e perfettamente integrati con la fisiologia dei tessuti viventi.


Trasparenza Editoriale:
Glob!sh Magazine — Sezione The Vault (Longevità e Scienza Rigenerativa)
Autore: Sandra Mencarelli (Iscrizione ODG)
Contenuto redatto sulla base di evidenze cliniche indicizzate. Le informazioni fornite hanno valore divulgativo e non sostituiscono il consulto specialistico.